Insegnanti in trincea

L'associazione SISUS, Società Italiana di Scienze Umane e Sociali, si unisce al coro di solidarietà verso la docente di Palermo sospesa per reato "di omessa vigilanza" a seguito dell'ormai ben noto video dei suoi studenti.

Ci stupisce sinceramente la formulazione dell'accusa, anche perché la "vigilanza" a cui si riferisce la norma riguarda esplicitamente la responsabilità civile in caso di lesioni o incidenti.

Ma è la sostanza delle contestazioni sollevate alla docente e la distorsione ideologica che ne è alla base che incutono timore e sconcerto e fanno intravvedere atmosfere illiberali di censure che consideravamo retaggio di epoche fortunatamente tramontate.

Siamo molto preoccupati per il clima di tensione e contrapposizione che si è creato nel Paese a seguito della vicenda.

Siamo molto preoccupati perché impedire la critica significa imbavagliare la democrazia.

Siamo molto preoccupati perché la libertà dell'insegnamento va tutelata proprio nell'interesse dei nostri studenti, i quali soprattutto - e forse ormai soltanto - nella scuola possono essere educati al pensiero critico, che solo dà senso all'essere cittadini.

Ribadiamo la nostra solidarietà alla collega e a tutti gli insegnanti democratici che ogni giorno svolgono 'in trincea' il loro lavoro tanto misconosciuto quanto prezioso.

Il Comitato Tecnico Scientifico di SISUS

Commenti

Ritratto di Alberto Facchini

Quando si arriva a certe situazioni, a certe repressioni operate da esponenti dell'autorità pubblica, il campanello d'allarme suona forte assai. Che tipo di esempio possono ricevere i giovani da personaggi pubblici che incitano alla intolleranza e all'odio? Si parla di educazione civica e poi si operano decisioni che collidono con qualsiasi buon senso comune e soprattutto con qualsiasi concetto di convivenza civile. Per mere logiche di interesse e avidità si praticano strategie comunicative volte esclusivamente a rinforzare la propria posizione personale, in una campagna elettorale eterna che, a scapito della corretta attività politica, si trasforma in un permanente programma di marketing di se stessi. Il nostro paese ha bisogno di veri politici, che accantonino Twitter e corbellerie varie, che non pensino solo ad aumentare la propria popolarità, che si dedichino ai bisogni della popolazione. Non attraverso campagne populiste o stuzzicando i desideri più torbidi che scaturiscono dalla pancia dei cittadini, ma con interventi fattivi e concreti per abbatere un livello di disuguaglianza sociale che sta per diventare insopportabile per gran parte degli italiani. Il nostro ministro della paura smetta di smanettare sui social e faccia il politico, una volta per tutte. Senza insulti e offese e con la giusta mansione per cui noi lo paghiamo. Per inciso, l'episodio di Catania è stato ulteriormente sfruttato dallo stesso ministro per ulteriore propaganda, tramite un colloquio personale con la insegnante in questione sbandierato su tutti i media. Per finire, un Ufficio Scolastico Provinciale dovrebbe ponderare maggiormente sulle proprie decisioni in merito alla salvaguardia della Vera Didattica... intervenendo con pesanti misure repressive come questa non si fa altro che aumentare quel processo di svalutazione che la nostra Scuola sta subendo da anni grazie alle operazioni (di orientamento trasversale) dei nostri politici.

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