LA SCUOLA NELL'EMERGENZA

 

 

In questo momento estremamente difficile per il Paese la chiusura delle scuole è stata una scelta tanto dolorosa quanto indispensabile, ancorchè  gravosa per i nostri studenti e le loro famiglie.

Ovunque i docenti e i loro dirigenti si sono attivati per non perdere il loro legame con gli studenti, dando spazio alla tecnologia e alla creatività, a dimostrazione - se ce ne fosse ancora bisogno -  di quanto le professioni della scuola siano segnate da un coinvolgimento che va ben oltre i confini del semplice dovere professionale.

Consapevole di quanto possa contare, in momenti come questi, anche il più piccolo contributo di solidarietà, il Comitato Tecnico Scientifico di SISUS  apre su questo sito uno spazio per supportare i docenti, raccogliere contributi e suggerimenti, scambiare esperienze, insomma per offrire la propria 'piazza virtuale'  a quegli scambi culturali ed esperienziali che in altra forma ci sono per adesso negati.

In pratica, concretizziamo questa nostra offerta, che fa appello, per essere realmente utile, alla collaborazione di tutti:

  • aprendo un FORUM per scambi di esperienze e contributi;
  • sollecitando i colleghi delle discipline nelle quali possiamo offrire maggiori competenze a darci informazioni e farci richieste relativamente agli argomenti programmati e svolti e/o quelli che possono meglio usufruire della didattica a distanza, in particolare nelle classi quinte dove agli altri problemi si somma quello dell'Esame di Stato
  • più nello specifico, raccogliendo notizie tramite una breve indagine  sullo 'stato dell'arte' dello svolgimento delle tematiche nelle quinte classi dei Licei di Scienze Umane per poter creare circoli virtuosi, e, se possibile, avanzare suggerimenti per la Cabina di regia dei LES

 

 

Ci piace infine riportare una bella riflessione di Dario Missaglia, formatore e componente del Consiglio nazionale della Pubblica Istruzione, che condividiamo in pieno ed offriamo allle vostre considerazioni, e, se volete, al  vostro commento. 

allegati: 

Breve indagine sulle Scienze Umane negli LSU

Con l'obiettivo di essere di supporto alle scuole in questa situazione di emergenza e di favorire la più ampia condivisione e il confronto fra i colleghi, il CTS di SISUS propone ai Dirigenti Scolastici, ai coordinatori di Dipartimento e ai docenti di Scienze Umane dei LSU e del LES una ricognizione sull'andamento della programmazione di Scienze Umane (disciplina oggetto della seconda prova agli Esami di Stato) nelle classi quinte.

La raccolta dati servirà a conoscere le tematiche comuni trattate e mappare gli argomenti svolti durante questo anno scolastico “anomalo” e trarre così dal confronto qualche spunto e suggerimento che possa essere utile per tutti.

Si richiede ai docenti di indicare:

  • quale macro area hanno affrontato prima della sospensione dell’attività didattica a seguito dell’emergenza legata al Coronavirus (COVID-19); 
  • quali siano stati gli argomenti da loro programmati e svolti 
  • quali siano gli argomenti programmati che, grazie alla didattica a distanza o in presenza, dopo che l’emergenza sarà rientrata, ritengano fondamentali da trattare.

Per rispondere alla richiesta è necessario compilare il form online accedendo al seguente link: https://forms.gle/nENr7jH6zmT1nZuLA .

La scadenza per la raccolta dei dati è fissata al 20 marzo 2020.

Auspichiamo una risposta pronta e numerosa, e ringraziamo tutti per la preziosa collaborazione

Accesso libero alla Biblioteca UNESCO!

L'UNESCO HA AVUTO LA GRANDE IDEA DI DARE ACCESSO LIBERO ALLA BIBLIOTECA DIGITALE MONDIALE SU INTERNET.

INCOLLO QUI IL LINK  IN MODO CHE GENITORI E FIGLI POSSANO APPROFITTARE DEL TEMPO CULTURALMENTE!

GODETEVELO E RICORDATE : #IORESTOACASA

CHE REGALO DA PARTE DELL'UNESCO A TUTTA L'UMANITÀ!

Soprattutto per i GIOVANI.

E' già disponibile su Internet, attraverso il sito https://www.wdl.org.  Raccoglie mappe, testi, foto, registrazioni e filmati di tutti i tempi e spiega in sette lingue i gioielli e i cimeli culturali di tutte le biblioteche del pianeta.

NON SOLO VALE LA PENA CONDIVIDERLO, MA È UN DOVERE ETICO FARLO!

Queste sono le cose che vale la pena di diffondere.

SE NULLA SARA' PIU' COME PRIMA FACCIAMO CHE CON LA CULTURA I TEMPI CHE VERRANNO CI TROVINO PIU' PREPARATI UNITI E SOLIDALI IN UN MONDO SENZA INGIUSTIZIE E CON UN SISTEMA SANITARIO PER TUTTI, NON SOLO PER I PIU' RICCHI

BUONA NAVIGAZIONE

Inviato da Josette

Una speranza per la scuola

Amo la scuola perchè mi ha salvato.

E della scuola hanno bisogno tutti coloro che desiderano essere salvati. E' per questo che gli studenti più motivati, direi affamati, sono i miei studenti minori stranieri non accompagnati. Vengono dal Gambia, dalla Somalia, dal Benin, dall'Egitto. Quando arrivano non sanno nemmeno una parola di italiano. Dopo tre mesi comprendono tutto e sanno parlare benissimo.

E' allora che io mi comincio a pormi domande inquietanti: MA PERCHE' I NOSTRI RAGAZZI DOPO DIECI ANNI DI INGLESE SANNO A MALAPENA DIRE I AM LUIGI, MY PEN IS ON THE TABLE? E se li porti in un aeroporto straniero si esprimono a gesti? Quando glielo chiedo loro mi rispondono che in classe fanno solo la letteratura straniera. Cioè imparano a memoria in inglese la vita di Shakespeare. E quel pò di inglese vero che sanno lo apprendono solo dalle canzoni e dal web.

Una mia collega di storia una anno voleva rimandare un nostro alunno straniero perchè in tre mesi di frequenza ancora non conosceva le guerre di indipendenza italiane. Io ho proposto al consiglio di classe e alla prof. di mettersi su un barcone, arrivare in Somalia ed in tre mesi imparare il somalo e tutta la storia di quel paese, poi l'avremmo interrogata per vedere i risultati.

Per una anno ho insegnato in una classe "difficile". L'insegnamento delle competenze potevo farlo solo per strade non canoniche, spesso per strade reali in quanto me li dovevo portare al cinema o al bar per comunicare con loro. Un notte mi chiamò la polizia perchè uno di loro si era messo nei guai e aveva fatto il mio nome come suo punto di riferimento. Gli sono stato vicino per mesi in terapia e per uscire da quel mondo. Poi il problema è stato travare lavoro, per non ritornare lì.

Io ho ancora l'idea che la scuola debba salvare le persone. Vengo da una famiglia del basso proletariato. Quando ho fatto il dottorato in filosofia a Lovanio, in Belgio, mia madre pensava che io fossi a Lavinio, vicino Roma. Quando ho regalato a mio padre una copia del mio primo libro mi ha chiesto perchè perdessi tempo in queste cose futili e non mi preoccupassi di stare vicino ai miei figli. E' la scuola che mi ha aperto dei mondi lì dove non ce n'erano davanti a me, se non un treno alle cinque di mattina per andare in cantiere a Roma come faceva mio padre. E ho sempre pensato: ma se la scuola non serve a dare la felicità o almeno a mettermi in condizione di ricercarla a cosa serve? A nulla. Insegno ai miei studenti a rivendicare il diritto alla felicità. Perchè non posso dimenticare le mie notti ai tempi del liceo passate a leggere Spinoza, o Foscolo, magari ascoltando Battiato. E poi la mattina essere accecato dallo stesso furore letto in quelle pagine e impiegarlo nella ricerca di qualcosa di grande e di unico nella mia vita quotidiana. Questo mi ha dato la scuola e questo cerco di dare ai miei studenti.

Il dibattito attuale sull'istruzione in Italia è attraversato da contraddizioni assurde e deliranti. I grandi intellettuali si appassionano ancora alla lotta tra competenze e conoscenze quando è chiaro e ovvio che l'una è legata all'altra e che comunque è più importante saper comprendere e interpretare un testo che ripetere a memoria le terzine di Dante. I più rispettosi dell'ordine pubblico si sono poi impegnati nel ridare alla scuola dignità con la severità e l'introduzione del voto di condotta che fa media come le altre discipline. Perchè questi ragazzi sono diventati troppo maleducati, dicono. Senza considerare invece che quel voto dovrebbe valutare le competenze di cittadinanza attiva acquisite dallo studente. E qui c'è il vero problema, perchè dalla vecchia educazione civica all'attuale insegnamento di "Cittadinanza e Costituzione" la scuola italiana trascura la formazione della coscienza civile dei giovani. Direi anche la formazione della coscienza morale. Quando uno studente sta zitto, non parla e non discute non merita 10 in condotta perchè è educato ma va aiutato perchè lo abbiamo lobotizzato. La scuola non può non fare politica perchè educare politicamente significa educare al bene comune. L'alternativa è creare persone incapaci di pensare criticamente la complessità della realtà e che da adulti saranno illusoriamente rinchiusi in mondi gretti ed angusti. Facili prede di ciarlatani e demagoghi.

Edgar Morin ha ricordato che insegnare non è solo una professione ma è una missione. E un'arte. Questo può scandalizzare ma non c'è alternativa per ridare al docente dignità e professionalità. Insegnare non è un lavoro per tristi. Per farlo occorre motivazione alla ricerca, al sogno, ad aprire mondi e possibilità. Occorre avere speranza per darla agli studenti. E loro sono gli unici veri protagonisti di un sistema di valutazione dei docenti che sia davvero tale. Perchè hanno il fiuto e le antenne della giovinezza e della sincerità per capire chi è alla ricerca come loro.

La missione non è un colonizzazione: il docente non ha la verità ma ha (o dovrebbe averla) una solida cultura aggiornata e capacità validate per insegnarla, conoscendo almeno l'abc delle leggi della comunicazione ( se continua a ripetere a chi non studia che "deve studiare di più", evidentemente non le conosce). L'insegnante che ricerca con i suoi studenti aspetti sempre nuovi dei temi che tratta non fa mai la stessa lezione ma la reinventa sempre anche dopo trent'anni. Perchè nuovi sono gli studenti che ha davanti, nuove sono le letture e i film che lui ha visto, nuove sono le condizioni sociali da richiamare anche se stai facendo la più astratta metafisica.

Questo lavoro richiede Eros. Non è adatto a gente che non si innamora. Il lacaniano Massimo Recalcati ce lo ha ricordato nel suo bel libro, L'ora di lezione.Per un'erotica dell'insegnamento.

E' la lezione di Platone, come di tutti i grandi maestri di spiritualità che quando li cito e li spego ai miei studenti si entusiasmano come se ascoltassero il loro cantante preferito. La scuola ha bisogno di docenti e Dirigenti che siano capaci di suscitare il desiderio. Senza il quale non c'è apprendimento e conoscenza.

Poi viene tutto il resto: la valutazione, l'organizzazione, le tecnologie. L'essenziale è la relazione e l'accoglienza dei nostri studenti a partire dalla loro "situazione di partenza", come dicono tutti gli schemi di programmazione. Il guaio è che non è una semplice formula ma la primaria realtà della scuola. Oggi chi rivendica tutto ciò passa per buonista – o lassista - e anche don Milani è stato messo sotto accusa per la sua idea di scuola. Ecco, dobbiamo rivendicare invece con forza che una scuola che non sa accogliere ed elevare tutti, gli ultimi sopratutto, è indegna di questo nome. Come Luigi Berlinger ci ha più volte ricordato la nostra è ancora una scuola classista, si ergono steccati tra i vari indirizzi di studio e l'istruzione professionale viene considerata di serie B. E' una visione senza prospettive, degna di un paese arretrato incapace innanzitutto di rispettare l'altro e poi sostanzialmente conservatrice e retrograda. Dovremmo tutti prendere atto che la scuola della lezioncina frontale è finita da un pezzo e che siamo chiamati ad una didattica viva, laboratoriale, capace di suscitare l'intelligenza critica e non la ripetizione passiva.

Di tutto ciò le facce silenzose dei nostri studenti hanno bisogno, ce lo chiedono sopratutto quando non sono interessati a quello che gli propiniamo. Siamo noi che dobbiamo cambiare, abbassare le nostre difese e provare a trovare altre strade per raggiungere il loro cuore. Certo, bisogna avere fiducia nell'uomo per farlo, dobbiamo credere che le persone possono migliorare. Non spetta alla scuola valutare nel senso di giudicare. Non sarebbe che un ratificare le differenze sociali esistenti. A noi spetta scardinarle queste differenze.

So che vuol dire tanto, forse troppo, che ci vuole una fede per farlo, o almeno la speranza.

Prof. Luigi Mantuano, Isiss Pacifici e de Magistris, Sezze (Latina)

10 musei da visitare stando a casa: tour virtuali e collezioni online.

 

prado

 

1. Pinacoteca di Brera - Milano https://pinacotecabrera.org/

2. Galleria degli Uffizi - Firenze https://www.uffizi.it/mostre-virtuali

3. Musei Vaticani - Roma http://www.museivaticani.va/content/museivaticani/it/collezioni/catalogo...

4. Museo Archeologico - Atene https://www.namuseum.gr/en/collections/

5. Prado - Madrid https://www.museodelprado.es/en/the-collection/art-works

6. Louvre - Parigi https://www.louvre.fr/en/visites-en-ligne

7. British Museum - Londra https://www.britishmuseum.org/collection

8. Metropolitan Museum - New York https://artsandculture.google.com/explore

9. Hermitage - San Pietroburgo https://bit.ly/3cJHdnj

10. National Gallery of art - Washington https://www.nga.gov/index.html

 

SEZIONE DIDATTICA

distanza

In questa sezione vogliamo scambiare contributi utili per attuare la didattica a distanza.

 

La 'pandemia' del Trecento

Spunti didattici per un percorso di Storia - da integrare con Scienze Umane, Geografia, Arte... - che permette una riflessione sulla pestilenza del Trecento e dunque su una situazione di 'pandemia' che provocò la grave crisi di quel secolo. Situazione nella quale oggi purtroppo ci rispecchiamo...

Ringraziamo il professor Raffaele Pellegrino, docente di storia e filosofia nonchè ricercatore presso l'Istituto Pugliese per la storia dell'Antifascismo e dell'Italia Contemporanea (IPSAIC).

CASTIGHI DIVINI E INSENSATEZZE UMANE

Mettiamo a disposizione dei colleghi un prezioso contributo di Paolo Cinque, un percorso interdisciplinare sulle epidemie, pestilenze e altro, purtroppo per adesso di grande attualità. 

Si tratta di un lavoro non esaustivo....ma solo una pista di riflessione ad uso degli insegnanti, un work in progress che può ancora avvalersi del contributo dei lettori

 

I bambini e la Shoah

 

I bambini e la Shoah, a cura dell'IPSAIC

 

Le 10 migliori piattaforme MOOC in italiano e come puoi utilizzarle per la tua formazione

pagina tratta dal sito di Social Academy

 

Le 10 migliori piattaforme MOOC in italiano e come puoi utilizzarle per la tua formazione

Scopri che cosa sono i MOOC (Massive online open courses) e come possono esserti utili per apprendere nuove competenze e conoscenze.

 
 

I MOOC, cosa sono e a cosa servono

Tutti ormai sappiamo quanto Internet abbia rivoluzionato il modo in cui sono diffuse le conoscenze nel mondo. Un settore che, più di altri, ha vissuto e conosciuto nuove opportunità grazie a questa rivoluzione è quello dell'apprendimento.

Oggi esistono tantissime piattaforme e corsi per imparare online che ci permettono di studiare e apprendere qualcosa di nuovo semplicemente con una connessione internet, seduti comodamente a casa o nelle pause dal lavoro.

Fra questi un posto di merito spetta ai MOOC, sigla che sta per Massive Online Open Courses (Corsi online aperti su larga scala).

Quando sono nati (nel 2008 fu utilizzato il termine per la prima volta) MOOC era una parola poco conosciuta. Oggi è diventata di uso comune per descrivere tutte quelle piattaforme gratuite per imparare online dedicate all'insegnamento dei più svariati argomenti: matematica, storia, scienze, coding, big data, marketing, lingue straniere, letteratura, business e IT.

Oggi è possibile approfondire una qualsiasi materia o specializzarsi in un settore senza bisogno di frequentare costosi corsi che magari ci porterebbero lontano da casa; oppure semplicemente imparare cose nuove per avere qualche entrata in più o coltivare quella particolare passione o materia che ci è sempre piaciuta ma che non abbiamo potuto studiare all'università.

Le caratteristiche principali dei MOOC

Grazie ai MOOC puoi studiare da casa o da qualsiasi luogo che abbia una connessione a internet. Sono sempre gratuiti e facilmente accessibili (di solito basta iscriversi con email e password o tramite Facebook).

Ci sono tante tipologie di piattaforme MOOC: quelle che permettono di ottenere attestati di partecipazione a fine corso, conseguire crediti universitari o addirittura titoli di studio come Master; altre invece ti danno competenze molto specifiche e settoriali mentre altre ancora ti aiutano nella crescita personale.

Ricapitolando i Mooc sono:

  • GRATUITI
  • APERTI A TUTTI
  • ONLINE E ACCESSIBILI DA QUALSIASI DISPOSITIVO
  • DATA DI INIZIO E FINE 
  • MATERIALI SEMPRE DISPONIBILI

 

Le 10 migliori piattaforme MOOC in Italiano

La maggior parte delle piattaforme MOOC sono in inglese, ma ne esistono molte anche in italiano, scopriamo quali!

 

 

EMMA

La piattaforma European Multiple Mooc Aggregator (Emma) è un bel progetto supportato dall'Unione Europea che mira ad aggregare diversi corsi gratuiti online offrendoli in una pluralità di lingue tra cui l'italiano. "Fornisce un sistema per erogare corsi aperti e gratuiti - in modalità multilingue - prodotti da università Europee e istituzioni della cultura per aiutare a preservare e a promuove la ricchezza culturale, educativa e linguistica dell'Europa".

I corsi hanno una data d'inizio e fine e una classe interattiva.

 

 

Eduopen

È appena nato ma ne parlano già in tanti: Eduopen è un progetto finanziato dal MIUR che oggi conta ben 14 università italiane che intendono fornire una formazione aperta, collaborativa e gratuita a chiunque lo desideri. Ogni corso ha una data d'inizio e fine e prevede il rilascio di un certificato di partecipazione, crediti formativi universitari o di un titolo formativo come un Master o corso professionale.

 

 

 

Uni Nettuno (OpenupEd)

Un progetto realizzato con la collaborazione dell'Unione Europea che raccoglie moltissimi corsi, tra cui diversi in italiano in partnership con diverse università d'Europa.

 

 

 

Oilproject

Video, testi ed esercizi per studenti delle superiori e università. L'unica domanda da porsi, come suggerisce il sito è "Che cosa vuoi imparare oggi?". Si può scegliere per argomenti di diverse materie o cercare direttamente una parola chiave, se poi dopo aver completato il corso qualcosa non è chiaro puoi fare delle domande alla community di studenti ed esperti e dare una mano rispondendo alle domande degli altri.

 

 

 

Iversity

Una piattaforma con tanti corsi online, molti dei quali gratuiti Ce ne sono alcuni anche in italiano, scopri i prossimi in partenza! Per alcuni dei corsi sono inoltre previsti degli attestati di partecipazione.

 

 

 

Trio

È la piattaforma di elearning della Regione Toscana dove puoi trovare una serie di corsi suddivisi per aree tematiche, percorsi di preparazione alle certificazioni ma anche podcast, ebook e AVR (Aule Virtuali Registrate).

I MOOC delle principali Università Italiane

Diverse università italiane hanno deciso di creare la loro piattaforma per erogare MOOC o si appoggiano, come La Sapienza con Coursera, a piattaforme più importanti e internazionali. I corsi sono accessibili tramite iscrizione e hanno tutti una data di inizio e fine entro cui frequentare il corso online.

Trovi dei MOOC tenuti dalle Università Italiane ai seguenti indirizzi:

Uniroma su Coursera

POK - POLIMI

MOOC Ca' Foscari

Federica.eu

 

 

Come puoi utilizzare i MOOC?

Come hai visto ci sono tanti MOOC e molti offrono corsi in lingua italiana.

Sono sicura che ti sarai già fatto/a un'idea di quale corso vorresti seguire ma se sei ancora poco convinto/a dei suoi vantaggi, ecco cosa puoi fare seguendo un MOOC:

  • Coltivare un nuovo interesse
  • Aggiornarti nel tuo settore di studio/lavoro
  • Acquisire nuove competenze per cambiare lavoro o mansione nell'azienda
  • Scoprire nuove materie e percorsi di studio che non avresti considerato

Ricordo ancora (e ho 24 anni!) le difficoltà che incontravo qualche anno fa quando volevo approfondire un particolare argomento per un'interrogazione alle superiorI. In Internet era difficile trovare contenuti validi e veramente specifici come invece li troviamo oggi su queste piattaforme per lo studio online. C'era Wikipedia, qualche video su YouTube e i libri.

Perchè vi racconto questo? Perchè penso che le piattaforme per imparare online come i MOOC dimostrino l'utilità e lo spirito di condivisione con cui è nato internet e rappresentino una delle sue parti più belle.

Grazie ad essi oggi possiamo accedere a moltissime informazioni di livello specialistico che anni fa potevamo solo immaginare. Possiamo approfondire le nostre conoscenze, scoprire nuove materie di studio o nuove passioni e specializzarci, in un'epoca, come la nostra, dove il continous learning è una realtà e una necessità per la ricerca del lavoro o l'avanzamento di carriera.

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A presto,

Giulia