Sulla Buona scuola (collegio docenti Ainis Messina)

 

   Il collegio dei docenti del Liceo  “E.Ainis” di Messina, in sintonia con altri istituti superiori quali  il Liceo Garibaldi di Palermo, intende esprimere il proprio disagio e il profondo disaccordo verso l'approvazione del DDL detto della “Buona Scuola”, che appare rispondere all'urgenza di un cambiamento immediato e populista e non apporta un reale MIGLIORAMENTO della realtà scolastica da noi vissuta, già buona per la volontà e il senso di responsabilità di docenti e del personale A.T.A.

  La motivazione che spinge noi docenti affonda le sue radici in un senso di acuta amarezza e di  rammarico per il clima di tensione che si è venuto a creare a causa del suddetto DDL, che mira a creare profonde spaccature tra le varie componenti del mondo scolastico, mettendo a repentaglio il clima collaborativo che da sempre ha caratterizzato il nostro istituto.

Dov’è finita la “Buona Scuola” ?

 

Nello scorso novembre 2014 abbiamo partecipato, come decine di cittadini e di esponenti dell'associazionismo e  della scuola, alla consultazione indetta dal governo sul documento “la buona scuola”, cercando di sottolinearne elementi positivi e negativi, di forza e di debolezza, naturalmente dal punto di vista di una associazione professionale che si occupa e preoccupa eminentemente di formazione del personale. 

Adesso, di fronte alla bozza che sarà posta all’esame e alla discussione del Parlamento, torniamo ad interrogarci su quanto di quei buoni propositi sia realmente stato travasato nel ddl e come le premesse ivi poste siano state effettivamente recepite e trasformate in articoli di legge.

Sappiamo bene quanto in questi momenti il mondo della scuola sia attraversato da fermenti, contestazioni e proteste in risposta a molti punti considerati inaccettabili o comunque discutibili da diverse posizioni. Pur senza arroccarci in una torre d’avorio, e senza per nulla abdicare al nostro ruolo di cittadini partecipi e consapevoli, in questa sede non possiamo cedere a suggestioni personali né scivolare su posizioni sindacali, ma intendiamo correttamente lasciare “a ciascuno il suo”, e quindi ancora una volta il nostro sarà il punto di vista e l’espressione di un soggetto che si muove in un ambito culturale e didattico specifico.

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