“Dal conoscere inteso come contemplazione dall’esterno, al conoscere inteso come partecipazione attiva al gran dramma di un mondo in eterno divenire”
(J. Dewey, La ricerca della certezza, 1929)

ATTENZIONE!

ATTENZIONE! Siete entrati nel vecchio sito della "Rete Passaggi".
Qui trovate l'archivio del materiale pubblicato fino a maggio 2013.
Tutte le pubblicazioni più recenti si trovano nel sito www.lasocietainclasse.it


 

Ritratto di stefania stefanini

Bisogni Educativi Speciali, così cresce la disuguaglianza. Intervista a Alain Goussot

 

marina boscainoLa legge italiana prevede, con una normativa all’avanguardia rispetto a tutti gli altri sistemi scolastici europei, il sostegno per gli studenti che si trovino in situazioni di disabilità. Da qualche tempo, però, tra i vari acronimi che sono piovuti sul mondo della scuola, si è fatto strada BES: Bisogni Educativi Speciali.

Rientrerebbero tra questi gli alunni con difficoltà nel processo di apprendimento dovute a svantaggio personale, familiare e socio-ambientale ai quali si assegnerebbe il diritto alla personalizzazione dell’apprendimento attraverso la redazione di un Piano Didattico Personalizzato da parte dei docenti. I BES possono presentarsi con continuità oppure per periodi circoscritti della vita dell’alunno, in quanto le cause che li generano possono anche avere origine fisica, biologica, fisiologica, psicologica o sociale. Continua a leggere »

“Apprendimento” ed “educazione” non hanno luogo solo nelle aule scolastiche

 

Allora quale miglior “laboratorio” se non la visita al carcere e le storie di vita raccontate dalle persone che vivono o hanno vissuto in prima persona questa esperienza?

 

di Gabriella Peracchi, Insegnante di Scienze Sociali,

Liceo delle Scienze Umane “A. di Savoia Duca D’Aosta” Padova

 

Perché anche quest’anno ho deciso di svolgere con la classe quinta il percorso/progetto che ci ha condotto fino alla Giudecca, a Venezia, nell’orto del Carcere Femminile?

Il mio intento è stato quello di far leva sulla motivazione dei ragazzi a ricercare il significato della realtà che li circonda e il senso delle scelte nell’agire della vita quotidiana, interrogandosi e trovando risposte e soluzioni ai propri vissuti. Continua a leggere »

Ritratto di Lucia Marchetti

Otto errori da evitare a scuola

 

 

errori

 

 

Di solito si propone agli insegnanti un elenco di quel che si dovrebbe fare.

In questo caso invece la lista indica errori fondamentali da evitare. 

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Convocazione congiunta Passaggi-SISUS

 

CONVOCAZIONE CONGIUNTA PASSAGGI-SISUS

Vista la necessità di elaborare un progetto di formazione da presentare in tempi brevi alla Direzione Generale per gli Ordinamenti scolastici e per l'autonomia scolastica del Dipartimento Istruzione del MIUR, affinché valuti l’opportunità di inserirlo nelle attività di formazione per il LES promosse dalla stessa, sono convocati congiuntamente i Direttivi delle Rete “Passaggi” e dell’Associazione SISUS, nonché il Comitato Tecnico Scientifico e le Redazioni dei due siti web, con il seguente

ordine del giorno

  • Rapporti con la rete ministeriale LES;
  • XI Convegno nazionale: linee programmatiche;
  • Rapporto sulla situazione finanziaria della rete “Passaggi”;
  • Programmazione attività nuovo anno sociale SISUS;
  • Varie ed eventuali.

L’incontro si terrà a ROMA, presso la Facoltà di Sociologia dell’Università “la Sapienza”, in Via Salaria, 113, Venerdì 29 novembre 2013, dalle ore 10,30 alle 17,30.

Il Dirigente Scolastico della scuola capofila della Rete “Passaggi”
(firmato: prof.ssa Paola Bruschi)

Il Presidente dell’Associazione SISUS
(firmato: prof.ssa Amelia Stancanelli)

 

 

Ritratto di stefania stefanini

Per favore, non chiamateli nativi digitali

 

La riflessione

Una ricerca della Bicocca smonta il mito della competenza informatica giovanile. Poiché i ragazzi usano dispositivi che si connettono in modo trasparente, invisibile, non percepiscono Internet come un'infrastruttura di base. Stanno crescendo in un mondo nel quale non solo non sanno, ma non possono smontare, smanettare, sperimentare. Tutto questo non crea nativi digitali. Polli di batteria, piuttosto.

di Paolo Attivissimo

 

digitaliVado spesso nelle scuole a insegnare le basi della sicurezza informatica e della gestione della privacy in Rete, per cui incontro sovente i cosiddetti “nativi digitali”: i giovani che hanno sempre vissuto attorniati dalle tecnologie digitali e dalle consuetudini sociali che li caratterizzano. Quelli che non si ricordano del mondo prima di Internet, cellulari, tablet, Playstation e smartphone e quindi li considerano elementi assolutamente ovvi e naturali della propria esistenza. I genitori di questi nativi li contemplano spesso estasiati, ammirando la naturalezza con la quale maneggiano i dispositivi digitali, come se vedessero Mozart al clavicembalo, e sospirano rassegnati, convinti di non poter competere con chi è cresciuto sbrodolando omogeneizzati sul touchscreen e sicuri che basti dare ai loro virgulti un iCoso per garantire loro l'articolata competenza informatica di cui avranno bisogno nella carriera e nella vita quotidiana. Se solo sapessero.

Pochi giorni fa, durante una delle mie lezioni, ho chiesto agli studenti di quinta elementare (tutti già dotati di iPad o iPod touch) se c'era per caso qualcuno di loro che non usava Internet. Si è alzata una mano. Ho chiesto al ragazzo come mai non navigasse in Rete e mi ha risposto, perplesso per la mia domanda, che lui non va su Internet. Lui usa Youtube. I suoi compagni non hanno fiatato per contraddirlo o correggerlo. Mi sono reso conto che dal suo punto di vista avevo fatto una domanda stupida. Continua a leggere »

Videoteca rete Passaggi