Il Convegno si concentra in particolare sull’apporto che queste diverse comunità, da quelle a carattere etnico-religioso a quelle a maggiore vocazione economica, hanno dato alla città, connotandone i caratteri, producendo cultura e arte, presenza monumentale, progresso economico e una vivace mescolanza etnica. Questi gli obiettivi:
Una riflessione sulla storia di Messina come crocevia di culture permette di fornire strumenti per una comprensione critica dei contesti storici e dei processi del passato per affrontare la complessità del presente e riconoscere il valore delle memorie, talvolta contrastanti, che producono ricchezza nei territori e nelle persone.

Si è concluso con un successo straordinario e un’Aula Magna gremita (più di 70 gli iscritti) il Convegno di studi storici "Messina crocevia delle genti. L’apporto delle comunità straniere alla città di Messina", l’evento centrale con cui l'Istituto celebra con orgoglio il suo 90° anniversario.
La mattinata del giorno 10 si è aperta con i prestigiosi saluti istituzionali, che hanno sottolineato il valore del Liceo "E. Ainis" come presidio culturale del territorio:
la Dirigente Scolastica dell'Ainis, prof.ssa Alessandra Minniti, ha dato il benvenuto rivendicando la scelta di dedicare un convegno di studi storici all’apporto delle comunità straniere nella storia di Messina, dettata da una urgenza educativa e sociale. E' infatti di grande importanza interrogarsi sui solchi tracciati dalla presenza di diverse religioni, culture, suoni e linguaggi per recuperare la vocazione di una città frontaliera che non è solo un luogo di passaggio ma dove accadono trasformazioni profonde, e di riscoprire l'identità messinese per guardare al futuro;

il prof. Giuseppe Ucciardello (Direttore DiCAM UniME) ha ribadito la forza della sinergia tra scuola e ricerca accademica;
la prof.ssa Amelia Stancanelli, in rappresentanza del direttivo della SISUS (Società Italiana per le Scienze Umane e Sociali), ha evidenziato il valore formativo dell'approccio multidisciplinare proposto dal convegno, che è stata sempre una cifra distintiva dell'associazione fin dal suo nascere;

l’assessore Liana Cannata ha portato il saluto del Comune di Messina, plaudendo all'iniziativa come esempio di eccellenza nel panorama scolastico cittadino.
I lavori della prima giornata, moderati dalla dirigente Minniti, sono iniziati con un viaggio nel tempo: dalle radici del mito e dei culti dello Stretto con la prof.ssa Mariangela Monaca, al "filo rosso" della grecità tessuto dal prof. Daniele Macris.
Si è poi esplorata la Messina cosmopolita dell'età moderna: il prof. Salvatore Bottari ha svelato i segreti della presenza inglese, mentre il prof. Giuseppe Campagna ha ricostruito la vivace realtà della comunità ebraica peloritana nel Quattrocento.
Un dibattito appassionato ha chiuso questa prima tappa, dimostrando che Messina non è solo una città che "ricorda", ma una città che sa ancora interrogarsi sul proprio ruolo nel Mediterraneo.
Mercoledì 11 Febbraio la seconda giornata, moderata dal prof. Giuseppe Ramires, è stata altrettanto ricca di spunti e performance preziosi.

A seguire, un tuffo nelle atmosfere sonore della città tra '700 e '800 con il dott. Mario Sarica e il prof. Cesare Natoli;
La mattinata ha visto poi un momento fondamentale di scambio e ricerca attiva: con gli studenti delle classi 5^ALES e 5^AMUS che hanno partecipato a un workshop interattivo con il dott. Macaione, il dott. Mastan e il prof. Natoli.

I docenti corsisti si sono immersi invece in un focus di altissimo profilo con i dottorandi UniME e UniCT che hanno spaziato dall'iconografia della Madonna delle Gravidelle (dott.ssa G. Adorno) alla fanteria straniera al tempo di Lepanto (con un collegamento speciale dalla Spagna con il dott. C. Barbera), fino a un'analisi corale sugli effetti del terremoto del 1908 (dott.ssa A. Adorno, dott. U. Murata, dott. F. Villari).
