Grande successo del convegno su Messina

Si è concluso con un successo straordinario e un’Aula Magna gremita (più di 70 gli iscritti)  il Convegno di studi storici "Messina crocevia delle genti. L’apporto delle comunità straniere alla città di Messina", l’evento centrale con cui l'Istituto celebra con orgoglio il suo 90° anniversario.

 

La mattinata del giorno 10 si è aperta con i prestigiosi saluti istituzionali, che hanno sottolineato il valore del Liceo "E. Ainis" come presidio culturale del territorio:

la Dirigente Scolastica dell'Ainis, prof.ssa Alessandra Minniti, ha dato il benvenuto rivendicando la scelta di dedicare un convegno di studi storici all’apporto delle comunità straniere nella storia di Messina, dettata da una urgenza educativa e sociale. E' infatti di grande importanza interrogarsi sui solchi tracciati dalla presenza di diverse religioni, culture, suoni e linguaggi per recuperare la vocazione di una città frontaliera che non è solo un luogo di passaggio ma dove accadono trasformazioni profonde, e di riscoprire l'identità messinese per guardare al futuro;

il prof. Giuseppe Ucciardello (Direttore DiCAM UniME) ha ribadito la forza della sinergia tra scuola e ricerca accademica;

la prof.ssa Amelia Stancanelli, in rappresentanza del direttivo della SISUS (Società Italiana per le Scienze Umane e Sociali), ha evidenziato il valore formativo dell'approccio multidisciplinare proposto dal convegno, che è stata sempre una cifra distintiva dell'associazione fin dal suo nascere;

l’assessore Liana Cannata ha portato il saluto del Comune di Messina, plaudendo all'iniziativa come esempio di eccellenza nel panorama scolastico cittadino.

 

 

I lavori della prima giornata, moderati dalla dirigente Minniti, sono iniziati con un viaggio nel tempo: dalle radici del mito e dei culti dello Stretto con la prof.ssa Mariangela Monaca, al "filo rosso" della grecità tessuto dal prof. Daniele Macris.

Si è poi  esplorata la Messina cosmopolita dell'età moderna: il prof. Salvatore Bottari  ha svelato i segreti della presenza inglese, mentre il prof. Giuseppe Campagna ha ricostruito la vivace realtà della comunità ebraica peloritana nel Quattrocento.

Un dibattito appassionato ha chiuso questa prima tappa, dimostrando che Messina non è solo una città che "ricorda", ma una città che sa ancora interrogarsi sul proprio ruolo nel Mediterraneo.

 

Mercoledì 11 Febbraio la seconda giornata, moderata dal prof. Giuseppe Ramires, è stata altrettanto ricca di spunti e performance preziosi.

  • In apertura l'analisi della "mutazione demografica" successiva al terremoto catastrofico del1908 con la relazione del prof. Antonio Baglio;
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  • A seguire, un tuffo nelle atmosfere sonore della città tra '700 e '800 con il dott. Mario Sarica e il prof. Cesare Natoli;
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  • Infine, uno sguardo sull'attualità geopolitica e climatica con il dott. Giuseppe Macaione e il dott. Abdoul Mastan.

 

 

La mattinata ha visto poi un momento fondamentale di scambio e ricerca attiva: con gli studenti delle classi 5^ALES e 5^AMUS che hanno  partecipato a un workshop interattivo con il dott.  Macaione, il dott. Mastan e il prof. Natoli.

 

I docenti corsisti si sono immersi invece in  un focus di altissimo profilo con i dottorandi UniME e UniCT che hanno spaziato dall'iconografia della Madonna delle Gravidelle (dott.ssa G. Adorno) alla fanteria straniera al tempo di Lepanto (con un collegamento speciale dalla Spagna con il dott. C. Barbera), fino a un'analisi corale sugli effetti del terremoto del 1908 (dott.ssa A. Adorno, dott. U. Murata, dott. F. Villari).

 

 

In chiusura, i ragazzi dell'indirizzo TEC (Teatro e Cinema) e del MUSICALE hanno regalato con competenza e bravura all'uditorio letture dagli "Idilli"  di Friedrich Nietzsche, che proprio a Messina trovò ispirazione per la loro composizione, ed esecuzioni dei brani pianistici dello stesso Nietzche, dai più conosciuto come filosofo, ma che grazie all'impegno di ricerca e studio degli studenti con la guida dei propri docenti ha svelato qui una sua faccia inedita e gradevole.
Un tocco di leggerezza e piacere che non manca mai nelle manifestazioni di questa scuola, poliedrica e multiforme.

 

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