Sisus con l'UE contro il consumo di suolo

 

NON FACCIAMOCI TOGLIERE LA TERRA SOTTO I PIEDI!!!

Chiuderà il 24 ottobre la consultazione pubblica europea sulla salute del suolo, che riguarda le linee guida della strategia europea sul suolo pubblicate dalla Commissione UE il 17 novembre 2021.La consultazione è stata aperta ad agosto, ed è possibile partecipare attraverso questo link.

Si può partecipare rispondendo al questionario come singoli o a nome di organizzazioni

 

 

La nostra responsabile del settore "Ambiente e Sostenibilità", Claudia Petrucci, ha partecipato a nome di SISUS compilando il questionario e stilando per noi queste note per illustrarlo.

Di che cosa si tratta

Il documento su cui la Commissione Europea chiede di esprimersi indica le linee guida di una strategia europea che protegga e migliori la qualità dei suoli.

Il concetto portante, che si articola in diversi aspetti e sub strategie, è arrivare a un vincolo giuridico per gli stati membri che li impegni a provvedere alla salvaguardia e alla qualità dei suoli fertili.

La consultazione pubblica, con la richiesta di un vincolo giuridico che impegni gli stati membri, è uno dei passi necessari per arrivare finalmente a una Direttiva sul suolo. analogamente a quanto già previsto per l’aria e l’acqua. Di una Direttiva c’è bisogno. Nel 2017 una mobilitazione di cittadini e di più di 300 ONG, istituti di ricerca, associazioni di agricoltori e gruppi ambientalisti, aveva richiesto alla Commissione Europea (anche attraverso una ICE, poi trasformata in petizione) un impegno a riconoscere il suolo, e i servizi ecosistemici insostituibili che garantisce, come un patrimonio comune che necessita di protezione a livello europeo.

Il suolo non è solo il supporto fisico delle attività umane, la piattaforma neutra e inerte su cui collocare di tutto. Un suolo sano e vivo è un bene essenziale alla vita come l'acqua e come l'aria: permette la sicurezza alimentare, mantiene la biodiversità, la formazione delle riserve e la regolarità del ciclo dell’acqua, contribuisce a mitigare gli sbalzi climatici e le ondate di calore estivo nelle città: in altre parole, ci protegge dai disastri. Il suolo è però una risorsa fragile, non rinnovabile in tempi storici, esposta a contaminazione, erosione, perdita di materia organica e biodiversità. L’intervento umano può accelerare in modo devastante il degrado o la scomparsa dei suoli fertili.
Oggi la tutela dei suoli è fondamentale per l’attuazione del Green Deal e la realizzazione degli obiettivi ONU 2030

Di una Direttiva c’è bisogno.

Le Direttive europee orientano le legislazioni nazionali, che le devono recepire. Certo, una Direttiva non basta se poi gli stati scelgono di recepirla in modo tardivo o solo formale, ma almeno costituisce un elemento di diritto, un vincolo giuridico a cui appoggiarsi.
In materia di suolo, altri stati si sono dotati di legislazioni protettive nazionali, spesso insufficienti e parziali, ma in Italia nemmeno questo si è fatto. In Italia, dove le percentuali di consumo e impermeabilizzazione irreversibile sono circa doppie della media europea, dove un istituto di ricerca importante, l’ISPRA, ogni anno presenta rapporti sempre più allarmanti, il problema viene sottovalutato e a volte irriso, e c’è una legge di iniziativa popolare sull’arresto del consumo di suolo (www.salviamoilpaesaggio.it) che giace ignorata in Parlamento dal 2018.
 
Certo il documento della Commissione ha non pochi difetti. Punta più sugli aspetti di bonifica qualitativa dei suoli (comunque indispensabile) che sull’arresto del consumo e dell’impermeabilizzazione. Ha date e scadenze di attuazione troppo lunghe. E’ generico su molti aspetti della realizzazione pratica. Ma è nostra responsabilità di cittadini europei sostenerlo nella consultazione.
Perfino nel formato rigido del questionario ci sono spazi per proposte e precisazioni. Sapendo comunque che un documento istituzionale può essere una sponda su cui appoggiarsi, ma che le cose si giocano nelle iniziative e nell’impegno della società civile.
 
Proprio come espressione della società civile abbiamo deciso di partecipare alla consultazione anche come SISUS, e non solo come singoli cittadini. Nel documento della Commissione, nel punto 6.2 c’è un riferimento alla necessità di iniziative educative in merito al suolo . Queste iniziative dovrebbero essere integrate allo sviluppo delle competenze europee in materia di sostenibilità.. “… L'educazione al suolo combina una consapevolezza generale con una comprensione specialistica trasversale in diverse discipline, attraverso attività educative e di comunicazione che avvicinano la vita delle persone alla tematica..”. Il modello proposto è lo stesso già praticato con successo nella campagna “educazione agli oceani”. ..
Per raggiungere questo obiettivo, tutti portatori d'interesse devono avere accesso sia all'istruzione generale sul suolo che alla formazione mirata per esigenze specialistiche”. La proposta della commissione punta soprattutto all’educazione dei cittadini e degli attori interessati, tra cui agricoltori, aziende alimentari e rivenditori.
 
Nel nostro intervento come SISUS abbiamo sostenuto la necessità di rafforzare l'intervento educativo a tutti i livelli del sistema scolastico, perché tutti i cittadini europei siano consapevoli dell'importanza dei servizi ecosistemici forniti dal suolo e della necessità di arrestarne il consumo e il deterioramento.
Claudia Petrucci