INSEGNARE L’EUROPA DI FRONTE ALLE NUOVE BARRIERE

 

 

I giovani e l’’Europa…per la Pace

Stage Residenziale di Formazione Giovanile
Federazione ligure dell'AICCRE e Movimento Federalista Europeo
 Sassello. 15-17 giugno 2026
Claudia Petrucci
Tra il 15 e il 17 giugno 2026, subito dopo la chiusura dell’anno scolastico, si è svolta la dodicesima edizione dello stage di formazione giovanile organizzato dalla AICCRE e dal MFE della Liguria, I giovani e l’’Europa…per la Pace.
Anche quest’anno 24 studenti di terza e quarta superiore, provenienti da diversi istituti e indirizzi delle province liguri, si sono confrontati con lo stato dell'Unione Europea, con la sua storia, la sua geografia, le sue istituzioni e i valori su cui si fonda.
Hanno condiviso una esperienza di vita e di studio strutturata nelle forme dell'apprendimento cooperativo e della discussione tra pari.
 
Lo stage viene ospitato di volta in volta in uno dei Comuni che aderiscono all’AICCRE, scelto tra quelli non troppo grandi ma notevoli per patrimonio storico e/o ambientale, e che offrono un ambiente tranquillo di lavoro e di relazioni. Quest’anno siamo tornati a Sassello, all’Albergo Pian del Sole, una struttura molto piacevole che ci aveva già accolto in edizioni precedenti.
 
Le caratteristiche dei nostri stage sono il carattere volontario dell’adesione, il numero contenuto dei partecipanti e il rapporto personale instaurato con le scuole, con cui si concorda un compito preliminare che gli studenti dovranno portare allo stage e lì discutere e rielaborare.
Il patto di corresponsabilità, che studenti e famiglie accettano all'atto dell'iscrizione, assicura correttezza e rispetto nei confronti di tutti. Il clima di collaborazione, l’impegno, e i riscontri che abbiamo avuto a fine stage, ci dicono che anche quest’anno l’esperienza è stata simpatica e vivace, e che ha messo in gioco apprendimenti e motivazioni importanti, nella relazione tra coetanei, nel rapporto con noi adulti e nel confronto con lo studio.
 
Ma ci è sembrato anche che il nostro lavoro abbia dovuto confrontarsi con lacune inedite, non tanto di conoscenze, quanto di difficoltà a capire il contesto in cui noi tutti viviamo.
C’è una sorta di scollamento tra l’essere consapevoli dei grandi temi (e timori ) del nostro tempo, che sono ben chiari a questi ragazzi, e la possibilità di identificare la rete dei soggetti che se ne dovrebbero fare carico. La rete delle responsabilità civili e politiche è sempre meno trasparente.
Chi dovrebbe fare che cosa ? Per rispondere a questa domanda serve forse una nuova educazione civica, che spieghi meglio non solo il sistema formale dei diritti/doveri , ma che cosa si deve chiedere alle istituzioni politiche, alle strutture della società civile e a noi stessi, e perché.

Qui il testo completo della relazione