8. Le regole del Consiglio di classe

 

Il ruolo del Consiglio di classe

E’ indispensabile l’impegno di tutti i componenti del Consiglio di classe per creare un clima collaborativo, grazie al quale gli alunni possono comprendere che lo stage è un punto cruciale del loro percorso di apprendimento e della loro crescita umana.

Gli alunni credono all’efficacia didattica dello stage se noi ci crediamo per primi e sosteniamo la partecipazione attiva alle iniziative proposte.

 

Regole da condividere e rispettare nel Consiglio di classe:

  1. Redazione di una breve presentazione in cui ci si offre un contributo alla riflessione sul problema da esaminare, si tracciano le linee guida della ricerca e si prevedono alcune tappe dello stage. La presentazione può essere proposta al Consiglio di classe da uno o più docenti tra i quali va individuato un tutor d’aula, che deve essere necessariamente il docente di scienze sociali.
  2. Disegno di una mappa concettuale con l’integrazione tra discipline. E’ bene definire anche i tempi in cui le discipline intervengono nel percorso per offrire i loro contributi specifici. 
  3. Ricerca bibliografica, documenti, contatti con agenzie esterne, esplorazione dei luoghi; ….. Definizione del tipo di formazione teorica di cui è necessario dotare gli alunni per attivare un processo di apprendimento efficace. Ulteriori opportunità formative potrebbero scaturire da appuntamenti che si svolgono in città (convegni, rassegne cinematografiche, eventi culturali).
  4. Scelta della metodologia da seguire e degli strumenti necessari per l’osservazione (foto, video, dossier….).
  5. Incontro con i tutor o esperti esterni per calibrare il loro intervento sulle finalità del percorso e sottolineare eventuali rischi che possono scaturire dall’approccio con problematiche particolarmente delicate.
  6. Creazione di un calendario degli incontri da dedicare alla formazione teorica e all’osservazione fuori dall’aula scegliendo la modalità più opportuna per il consiglio di classe: es. scelta di un giorno settimanale da dedicare allo stage in cui i docenti possono ruotare con scambi di orario; sospensione dell’attività curriculare per alcuni giorni ogni mese; dedicare un’intera settimana allo stage esterno o realizzarlo in piccoli gruppi nell’arco dell’intero anno scolastico; …
  7. Redazione dei diari di bordo, relazioni su conferenze, ricerche, elaborazione dati statistici; sviluppo materiale audio-video…).
  8. Confezionamento degli esiti del percorso: es. docu-film; rappresentazione teatrale; ipertesto..). Alcuni giudicano uno spreco di energie il tempo impiegato per produrre una narrazione dell’esperienza di stage servendosi di strumenti multimediali o di altro genere: E’ invece un momento molto importante perché permette di riconoscere, nel farsi del prodotto finale, il processo compiuto per giungere ad una visione più complessa della realtà osservata. Inoltre gli studenti sono liberi di utilizzare linguaggi che rispecchiano il loro stile narrativo e le modalità di relazione tra coetanei.
  9. Presentazione del percorso alla cittadinanza: alunni di altre classi, genitori, esperti, istituzioni.

 

L’obiettivo fondamentale è di fare entrare gradualmente i giovani nelle maglie complesse della vita della comunità, ma insieme, far interagire le istituzioni con i giovani, chiamarle a mostrarsi, a spiegare che cosa fanno (..) tutto questo si può fare all’interno di patti educativi in cui i giovani abbiano la possibilità di essere protagonisti[18]

 


[18] Vedi Lucia Marchetti, Stefania Stefanini in “Nuovi saperi per la scuola”.